Carie: cause, cura e prevenzione


Prevenire e curare le carie rientra negli obiettivi più importanti del dentista: in effetti, la patologia cariosa, pur essendo nettamente diminuita negli ultimi 30 anni in Italia (così come in Europa), colpisce ancora una parte importante della popolazione a partire dall’infanzia e fino all’età adulta.

E’ risaputo che la maggior civilizzazione di un popolo porta ad una migliore igiene e prevenzione e quindi ad una minor diffusione della malattia anche se allo stesso tempo porta ad un’alimentazione più ricca di carboidrati e zuccheri che, con i loro residui, determinano effetti dannosi sull’ambiente orale e le superfici dentali.

Al contrario , grassi e proteine sembrano avere un effetto protettivo assieme alla vitamina C, D e sali minerali come calcio , fosforo e magnesio.

A tal proposito alcune popolazioni come gli Esquimesi hanno un’incidenza bassissima di carie rispetto a certe popolazioni che raggiungono anche il 90%.

La causa determinante della carie è l’attacco batterico : alcuni tipi di batteri come lo streptococco mutans, riescono ad inattivare le difese immunitarie specifiche e iniziare la sintesi di acidi, tra i quali l’acido lattico attraverso il glucosio, che demineralizza lo smalto e apre la strada all’invasione della dentina .

Poiché tra le cause della carie la predisposizione e la presenza di accumulo di placca rappresenta un elemento importante , la prevenzione attraverso l’igiene orale domiciliare eseguita in modo corretto e le sedute di igiene orale professionale ambulatoriale accompagnate da controlli specialistici programmati, rappresenta l’unica arma efficace per combattere la carie.

Sintomi della carie

Nelle prime fasi del suo attacco, la carie può provocare sintomi incostanti e non sempre indicativi: un lieve cambiamento nella colorazione dello smalto superficiale del dente, sensibilità al caldo e al freddo, agli acidi e agli zuccheri. E’ solo quando la carie ha raggiunto la polpa dentale che si scatena il tipico mal di denti.

Come curare la carie

Curare la carie è compito esclusivo dello specialista odontoiatra, perché la lesione non può guarire da sola. A seconda dello stadio a cui l’attacco batterico è arrivato, lo specialista procederà a livelli diversi.

Nei limiti del possibile l’approccio nella cura della carie è conservativo e mininvasivo: viene rimosso il tessuto infetto sotto copertura di anestesia locale , viene eseguita una minima sagomatura della cavità e viene richiuso il foro con del materiale composito (atossico e di colore bianco) modellandolo in modo che l’otturazione si mimetizzi con il dente . In questo caso si parla di semplice otturazione.

Se invece la carie è andata così in profondità da attaccare la polpa e interessare il nervo, causando un’infiammazione detta “pulpite”, la cura consiste nella devitalizzazione del dente con successiva ricostruzione.

La migliore cura per la carie: la prevenzione

Lo specialista medico/odontoiatra aggiornato non può però limitarsi solo a curare la carie. Come già accennato, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale al fine di evitare che altri elementi dentari vengano compromessi e per poter individuare al più presto possibile eventuali lesioni.

La sola ablazione del tartaro non è sufficiente a fare una completa prevenzione in quanto la presenza di lesioni iniziali e abitudini individuali scorrette rendono vano il tentativo di limitare la diffusione di questa patologia.

L’individuazione precoce delle carie allo stato iniziale e il loro trattamento si sta sempre di più affermando: tale approccio “minimal intervention” è orientato a trattare, mininvasivamente anche le iniziali demineralizzazioni dello smalto che sono l’anticamera di profonde carie destruenti.


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